Evangelo di Gesù Cristo "secondo Matteo" 24,37-44
dice Gesù:
37 Come i giorni di Noè, infatti, così sarà l’avvento del Figlio dell’uomo. 38 Come infatti in quei giorni prima del diluvio continuarono a mangiare e a bere, a sposarsi e maritarsi, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca H, 39 e non compresero nulla finché venne il diluvio e li spazzò via tutti quanti, così sarà anche all’avvento del Figlio dell’uomo. 40 Allora due uomini saranno nel campo: uno sarà presoI e uno sarà lasciato. 41 Due donne staranno macinando alla mola: una sarà presa e una sarà lasciata.
42 State svegli, dunque, perché non sapete in quale giorno il vostro Signore verrà! 43 Ma tenete conto di questo: che se il padrone di casa sapesse in quale turno di veglia A viene il ladro, starebbe sveglio e non gli permetterebbe di sfondare il muro della sua casa B.
44 Perciò anche voi siate pronti, perché il Figlio dell’uomo verrà nell’ora che non vi aspettate!»
H. 24,38 Cfr. Gen 7,7.
I. 24,40 S’intenda: sarà preso con il Figlio dell’uomo. Lo stesso verbo paralambano descrive spesso l’atto con cui Gesú prende con sé i discepoli. Cfr. Mt 17,1; 20,17; 26,37; Lc 9,10.
A. 24,43 Cfr. Mt 14,25.
B. 24,43 Cfr. Lc 12,39; 1Ts 5,2.
BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole
Attesa attiva e fruttuosa
Meditatio biblico-teologica di Maurizio Abbà
sulla tavola
La venuta di una fede che ci sorprende
una fede viva, vitale, che rimodella l'ABC della teologia evangelica,
una fede che irrompe nella nostra vita,
una fede nella persona di Gesù Cristo.
"Le parabole della sezione successiva indicheranno le dimensioni della vigilanza
che qui viene richiesta, sfidando l’ignoranza del giorno e dell’ora."
(Alberto Mello, Evangelo secondo Matteo, ed. Qiqajon, 2025, p. 484).
prima Briciola
avvento
attesa attiva e fruttuosa
seconda Briciola
Figlio dell'uomo
i biblisti ci spiegano che con il titolo espresso in greco υἱοῦ τοῦ ἀνθρώπου
risultano così tradotti dall'ebraico e aramaico e condensati,
due significati molto diversi tra loro:
bar-adam uomo in quanto creatura fragile, debole;
bar-nash indica l'uomo libero, dunque distinto dallo schiavo
ed il principe ereditario.
- Nel libro biblico del profeta Daniele
l'affermazione 'Figlio dell'uomo' divenne un titolo per designare
chi era a capo d'Israele assurgendo a dignità messianica.
Qui è da rilevare che l'espressione greca ha la duplice valenza
di regalità altissima e, al contempo, di estrema umiltà.
Tornano in mente le famose parole di
Martin Lutero in uno dei suoi scritti più noti,
La libertà del cristiano
"Il cristiano è signore di tutte le cose,
assolutamente libero, non sottoposto ad alcuno;
il cristiano è servo molto zelante in tutte le cose,
sottoposto a tutti e ad ognuno";
l'affermazione di Lutero vuol essere la celebrazione della libertà spirituale più completa
e dell'obbedienza a Dio, soltanto a Dio,
obbedienza altresì pienamente liberatrice.
Nel linguaggio della Riforma:
Sola fide e Soli Deo gloria
terza Briciola
In un possibile alfabeto dell'attenzione e della vigilanza
possono e devono trovare il giusto spazio
l'empatia: è "camminare nei mocassini dell'altro",
come dicevano gli Indiani Sioux;
La cura di se stessi: è prioritaria, antidoto al narcisismo e all'indifferenza verso gli altri;
Una fede serena: quindi non fondamentalista.
Una fede che coltiva la preghiera e l'azione diaconale quindi l'aiuto al prossimo;
L'interpretazione delle Scritture bibliche per poter pregare meglio
e poter aiutare di più.
Il tutto senza finalità di proselitismo.
Una fede che si converte con umiltà e regalità ogni giorno.
raccogli Briciole
"Perciò resta vero senza riserve anche il fatto che il Cristo risorto
passa attraverso porte chiuse"
(Karl Barth, KD, vol.I/1, § 6, in riferimento a Giovanni 20,19 s.).