DOMENICA 21 MAGGIO - 7a DI PASQUA
ASCENSIONE
Evangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 28,16-20
Bibbia - versione Nuova Riveduta
16 Quanto agli undici discepoli,
essi andarono in Galilea sul monte che Gesù aveva loro designato.
17 E, vedutolo, l'adorarono; alcuni però dubitarono.
18 E Gesù, avvicinatosi, parlò loro, dicendo:
«Ogni potere mi è stato dato in cielo e sulla terra.
19 Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli
battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo,
20 insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate.
Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell'età presente».
BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole
La differenza è tra essere sudditi, senza libertà,
proprio come vogliono i regni di questo mondo,
oppure diventare discepoli liberati.
Gesù il Maestro vuole discepole e discepoli per il Regno del Padre che viene
con l'energia vigorosa e dolce dello Spirito Santo.
Meditazione biblica di Maurizio Abbà
v.19a Andate dunque fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli
Battezzando-li: dominio o accoglienza?
Il battesimo è stato tante volte uno strumento di colonialismo religioso,
una forma di dominio, un 'marcare il territorio'.
Tutt'altra musica evangelicamente parlando,
infatti, il Battesimo è una Preghiera,
è il sì che il credente rivolge balbettando in risposta al maestoso e sovrano Sì di Dio,
ed è la forma più appropriata.
Se il Battesimo lo si è ricevuti da neonati è un piccolo pegno ed una primizia
di una grande conferma
che impegnerà altresì comunitariamente e singolarmente.
v.19b nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo
Il testo è quasi gemello di quello di Domenica scorsa,
non c'è abbandono, non c'è assenza,
con l'Ascensione ci sarà sì una mancanza di visibilità esplicita ed immediata,
(come nel racconto sulla via per Emmaus,
in cui Gesù "scomparve alla loro vista" Luca 24,31b!),
ma con una presenza che accompagna e ci accompagnerà nei nostri giorni,
chiedendoci di aguzzare la vista della fede.
Tutto questo lo si può 'scrutare' da un monte della Galilea,
un modo per dire di collocarsi in una posizione ariosa, panoramica,
da cui poter osservare ciò che accade (anche dentro di noi!),
per essere certamente coinvolti,
ma, in un certo senso, già oltre,
per non stravolti e per non essere travolti.
Allora così da poter essere di aiuto
e da poterne eventualmente ricevere, di aiuto, se necessario.
Dove? In Galilea.
L'osservatorio ha due significati:
- Galilea è un modo per dire una regione marginale nel senso periferica e di confine,
quindi è al di fuori dai grandi 'giochi' politici e religiosi.
Diciamolo pure questo comporta
anche e soprattutto per i singoli uno stile diverso,
uno stile diverso, profondamente diverso di vita politica e religiosa.
Uno stare in bilico tra orizzonti diversi e molteplici.
- La Galilea era un territorio considerato lontano dall'insegnamento della Torah.
Quindi bisogna cominciare con una evangelizzazione da noi stessi.
Portare non forme di dominio, ma buona novella.
La Buona Novella di una Torah realizzata nell'ebreo Gesù Cristo.
Uscendo dai soliti recinti delle solite azioni e dei soliti pensieri.
Per entrare nella Buona Novella.
che s'innalza (ascende) ma non vuole sfuggire,
in quanto l'Ascensione è racconto di Benedizione,
è il sì di Dio,
nonostante i nostri no.
