giovedì 18 maggio 2023

Il sì di Dio

 

DOMENICA 21 MAGGIO - 7a DI PASQUA 

ASCENSIONE


Evangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 28,16-20

Bibbia - versione Nuova Riveduta


16 Quanto agli undici discepoli, 

essi andarono in Galilea sul monte che Gesù aveva loro designato. 

17 E, vedutolo, l'adorarono; alcuni però dubitarono. 

18 E Gesù, avvicinatosi, parlò loro, dicendo: 

«Ogni potere mi è stato dato in cielo e sulla terra. 

19 Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli 

battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, 

20 insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate. 

Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell'età presente».



BRICIOLE DI FEDE

per una fede non in briciole


La differenza è tra essere sudditi, senza libertà, 

proprio come vogliono i regni di questo mondo,

oppure diventare discepoli liberati.

Gesù il Maestro vuole discepole e discepoli per il Regno del Padre che viene

con l'energia vigorosa e dolce dello Spirito Santo.



    
Giotto
Ascensione di Gesù
(1303-1305 circa)
Cappella degli Scrovegni - Padova




 Il sì di Dio

                                                                    Meditazione biblica di Maurizio Abbà


v.19a Andate dunque fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli

Battezzando-li: dominio o accoglienza?

Il battesimo è stato tante volte uno strumento di colonialismo religioso,

una forma di dominio, un 'marcare il territorio'.


Tutt'altra musica evangelicamente parlando, 

infatti, il Battesimo è una Preghiera, 

è il sì che il credente rivolge balbettando in risposta al maestoso e sovrano Sì di Dio,

ed è la forma più appropriata.

Se il Battesimo lo si è ricevuti da neonati è un piccolo pegno ed una primizia 

di una grande conferma

che impegnerà altresì comunitariamente e singolarmente.


v.19b nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo

Il testo è quasi gemello di quello di Domenica scorsa,

non c'è abbandono, non c'è assenza,

con l'Ascensione ci sarà sì una mancanza di visibilità esplicita ed immediata,

(come nel racconto sulla via per Emmaus,  

in cui Gesù "scomparve alla loro vista" Luca 24,31b!),

ma con una presenza che accompagna e ci accompagnerà nei nostri giorni,

chiedendoci di aguzzare la vista della fede.


Tutto questo lo si può 'scrutare' da un monte della Galilea, 

un modo per dire di collocarsi in una posizione ariosa, panoramica,

da cui poter osservare ciò che accade (anche dentro di noi!),

per essere certamente coinvolti, 

ma, in un certo senso, già oltre,

per non stravolti e per non essere travolti.

Allora così da poter essere di aiuto 

e da poterne eventualmente ricevere, di aiuto, se necessario.


Dove? In Galilea

L'osservatorio ha due significati:


- Galilea è un modo per dire una regione marginale nel senso periferica e di confine,

quindi è al di fuori dai grandi 'giochi' politici e religiosi.

Diciamolo pure questo comporta

anche e soprattutto per i singoli uno stile diverso,

uno stile diverso, profondamente diverso di vita politica e religiosa.

Uno stare in bilico tra orizzonti diversi e molteplici.


- La Galilea era un territorio considerato lontano dall'insegnamento della Torah.

Quindi bisogna cominciare con una evangelizzazione da noi stessi.

Portare non forme di dominio, ma buona novella. 

La Buona Novella di una Torah realizzata nell'ebreo Gesù Cristo.

Uscendo dai soliti recinti delle solite azioni e dei soliti pensieri.

Per entrare nella Buona Novella.

che s'innalza (ascende) ma non vuole sfuggire, 

in quanto l'Ascensione è racconto di Benedizione,

è il sì di Dio, 

nonostante i nostri no.