mercoledì 10 agosto 2022

Quando muore un Animale

 

QUANDO MUORE UN ANIMALE

La morte di un animale da compagnia può sembrare "meno grave", ma non è così, in particolare per un bambino o per un anziano.
Il pesce rosso, il criceto, il cane o il gatto possono far talmente parte della vita familiare che quando muoiono hanno diritto ai rituali di sepoltura e di commemorazione, come esseri viventi a cui ci siamo affezionati e che hanno accompagnato la nostra crescita o hanno allietato la vecchiaia.

Una signora mi raccontava quanto fosse andato in crisi il padre, anziano e malato, quando morì il gatto, investito da un'automobile sulla statale. Sembrava inconsolabile e in quel periodo, nonostante la presenza e l'affetto dei familiari, le sue condizioni di salute peggiorarono. Inoltre, non accettava assolutamente di sentir parlare della possibilità di avere un altro animale accanto.

In seguito alla morte della sua gatta, cui era molto affezionato, Leonardo, di diciassette anni ha composto una canzone con la chitarra. Gli ho chiesto di parlarmi di questo distacco così mi ha fatto avere questo breve biglietto: «La morte ti rende più sobrio. Vivere la morte del tuo gatto preferito può essere il tasto giusto per far iniziare un pensiero che prima non sarebbe sorto. Una parte del tuo dolore può essere trasformata in energia se incanalata nell'espressione artistica».

Bisogna fare molta attenzione a non ridicolizzare o sminuire la situazione. Non è giusto dire: «Poteva andare peggio, se moriva qualcun altro». E non si dovrebbe sostituire subito l'animale con uno identico, perché, anche se della stessa razza o tipo, non sarà mai come l'altro. Bisogna lasciar passare un po' di tempo e concordare con la persona più affezionata quando è giunto il momento e come potrebbe essere la nuova presenza, magari ricorrendo a un'associazione che ospita animali abbandonati.

Può succedere che a un bambino, a cui sono già morte persone care, la morte di un animale amico riproponga problemi che sembravano superati. È il segnale che occorre riprendere il dialogo sull'argomento. Occorre ascoltare, consolare e affondare ciò che era rimasto sopito o in sospeso. Oppure può essere la prima grande occasione di educazione alla mortalità, si può iniziare a parlare di come si sta di fronte alla perdita e al distacco. Come genitori, pur accogliendo a pieno il dolore dei figli, può essere l'occasione per prepararsi ad affrontare ciò che pensiamo della morte e come reagiremo anche nei confronti dei bambini di qualche parente o amico.


(citazione tratta da: 

- Maria Varano, Tornerà? Come parlare della morte ai bambini

postfazione di Luigi Ciotti, EGA editore, Torino, 2002, pp. 31-32).