sabato 20 luglio 2019

la Lumière - Domenica 21 luglio 2019 -

foglio biblico, teologico, liturgico
gratuito


DOMENICA 21 LUGLIO - 6a DOPO PENTECOSTE

 Bibbia - Versione Nuova Riveduta

Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio.

Efesini 2,8 


BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole


Maurizio Abbà

La fede
la fede che salva
non è una questione teorica, 
non è una questione di appartenenza ad una chiesa 
è, invece, una pratica.
Una pratica che certo diventa florida e contagiosa
quando riesce a non restare ripiegata all'indietro.

Helmut Gollwitzer ci aiuta in questo percorso:

a)     La fede non è dunque uno stato (l’«essere credenti»), bensì un atto costantemente nuovo; non la si ha; lo si fa, quell’atto, si ricomincia sempre a farlo.


 b)     La fede non è una ideologia di cui ci siamo appropriati e che si difende contro altre ideologie. Le ideologie possono essere utili quali orientamenti generali nel mondo; la fede, invece non è una spiegazione del mondo, né è convinzione della verità di un dato sistema dottrinale; è fiducia in colui che invia, da persona a persona. Tutte le dottrine cristiane non sono proposizioni teoretiche da considerare vere di per sé; non sono altro che descrizioni di colui che manda e del suo agire, per spiegare e sottolineare perché gli si può dar fiducia.

 
 c)     Non posso, con l’introspezione, verificare se ho la fede. Essere credente vuol dire, anzi, distogliere l’attenzione da me per concentrarla sull’altro, del quale ho urgente bisogno se non voglio fallire nella mia missione. No, la fede non è affatto un guardare in me stesso.
        (…)

  
d)     Come abbiamo detto, la fede è l’azione, è l’atto di afferrare, è l’unica opera buona nella quale si radicano tutte le altre buone opere (Lutero).
        (…)

  
e)     La fede non è soltanto azione, atto singolo, ma è sempre collegata a tutto il nostro fare, a tutta la nostra condotta.
        (…)

f)       Le promesse concernono sempre l’avvenire. Questa era l’interpretazione che Israele dava del Nome divino, del tetragramma JHWH: « L’”Io ci sarò” mi ha mandato a voi» (Esodo 3,14). Questa fiducia è speranza 
(…)
  
tratto da: - Helmut Gollwitzer, Liberazione e Solidarietà Introduzione alla teologia evangelica, Traduzione di Gino Conte (Sola Scriptura 12 – nuovi studi teologici), Claudiana, Torino, 1986, 158-160.