Domenica 13 maggio 2018
7a Di PASQUA -
EXAUDI
(O Signore, ascolta la mia voce! Salmi 27,7a)
Evangelo
di Gesù Cristo secondo Marco 16,15-20
15 E disse loro: «Andate per
tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura. 16 Chi avrà creduto e sarà
stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato. 17 Questi sono i segni che
accompagneranno coloro che avranno creduto: nel nome mio scacceranno i demòni;
parleranno in lingue nuove; 18 prenderanno
in mano dei serpenti; anche se berranno qualche veleno, non ne avranno alcun
male; imporranno le mani agli ammalati ed essi guariranno».
19 Il Signore Gesù dunque, dopo aver loro parlato, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio. 20 E quelli se ne andarono a predicare dappertutto e il Signore operava con loro confermando la Parola con i segni che l'accompagnavano.]
BRICIOLE DI FEDE
per una fede non in briciole
Gli accompagnanti segni
Gli accompagnanti segni
Maurizio Abbà
Gesù esorta, invita, sprona gli apostoli ad andare "per tutto il mondo"
non vi sono confini che chiudono alle speranze,
non vi sono restrizioni che rinchiudono i movimenti,
non vi sono 'patrie' per cui far morire e morire per esse.
Non ci sono recinti né steccati, né fili spinati, né barriere, né muri.
C'è invece la possibilità, vitale e vigorosa di andare a predicare,
a fare cosa? Già a predicare ossia annunciare l'Evangelo, la Buona Notizia
in un mondo che purtroppo è invaso e alimentato da brutte notizie.
La domanda scaturisce: predicare, a chi? Ad ogni creatura,
letteralmente: "a tutta la creazione".
La creazione tutta: piante e animali.
Noi siamo compresi in tutto questo e dovremmo essere lieti di non essere soli
e di avere l'incarico di custodia e di amministrazione del creato.
Incarico fin qui svolto, lo constatiamo con profonda amarezza,
non al meglio delle possibilità e delle aspettative.
Il Battesimo e il Credere
Il Battesimo: è il sì a Dio che ci ha preceduto con il suo sì nella fede.
Il Credere: è il tentativo, a volte maldestro, a volte radioso, di ricevere e di porgere
il senso della vita nell'ottica di una fede che si lascia attraversare dalla speranza
e che ha come esito felice: l'amore.
Il cammino è in salita, non bisogna nasconderselo,
ma
vi sono i Segni che delineano tratti di vita che possono essere diversi,
possono diventare diversi, un nuovo ri-cominciare,
non c'è un destino che c'ingabbia,
ma c'è Dio che ci ha predestinati a libertà di credere,
donandoci delle possibilità:
- scacciare le paure, con il coraggio di andare a vivere senza la paura;
- riuscire a parlare e a farsi capire e comprendere
(anche e soprattutto, finalmente, il linguaggio religioso comprensibile!)
- Prendere in mano situazioni difficili e risolverle nonostante i veleni della vita:
ovviamente NON bisogna prendere qui alla lettera il testo,
- i veleni, in questo testo, cosa sono?
malattie, disoccupazione, conflitti, l'aridità spirituale, l'elenco purtroppo è lungo...
Ci troviamo a volte a mandare giù, come si dice:
"il boccone amaro" di certe situazioni,
vuol dire riuscire a superare situazioni difficili,
vuol dire essere più forti del male
vuol dire non lasciarsi intossicare dalla cattiveria dominante.
Ma diventare energicamente, pur consapevolmente con le nostre poche forze,
in grado di porgere parole e gesti risananti e di saperli ricevere,
infatti, sono il migliore antidoto al veleno della rassegnazione.
Questi gesti non ci abbandonano, ma se vogliamo come dice il testo
sono accompagnanti segni
sono accompagnanti segni
ci affiancano e possono essere i contenuti della nostra vita.
Questo è il senso della Missione
non il dominare è accaduto troppe volte nel corso della storia,
ma il predicare: questo è il compito cui siamo chiamati.
L'Ascensione vuol dire
che Gesù è alla destra del Padre e non siamo orfani della sua presenza,
anzi, proprio dalla piena e manifesta divinità di Cristo siamo orientati ed indirizzati
al discepolato responsabile.
Nella pienezza dello Spirito Santo "che è il Signore e dà la vita"
(come afferma il Credo Niceno-Costantinopolitano)
riceviamo la sicura e solida
capacità di riuscire a nutrire la fede nella concreta dimensione quotidiana
e nella preghiera che dovrebbe essere il nostro habitat giornaliero.
Ascensione e Pentecoste sono abbracciate.
Siamo al cuore della teologia trinitaria.
La Triunità non è un mistero
ma è forza di amore contagioso.