dall'Evangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 14,32
il vento si calmò (altre traduzioni: cessò, si placò di colpo).
Nei giorni della memoria delle ricorrenze dei tragici attacchi nucleari
alle città giapponesi di Hiroshima (6 agosto 1945) e Nagasaki (9 settembre 1945),
tornano in mente le parole di due canzoni, sorta di preghiere non religiose
ma che vanno al punto, i due brani musicali sono del 1967:
- dalla canzone Proposta (Mettete dei fiori nei vostri cannoni)
cantata dal gruppo musicale I Giganti:
Mettete dei fiori nei vostri cannoni perché non vogliamo mai nel cielo molecole malate,
ma note musicali che formino gli accordi per una ballata di pace, di pace, di pace
- l'altra canzone parla di un vento che quando riuscirà a troverà pace?
Testo di Francesco Guccini:
Auschwitz
Son morto con altri cento, son morto ch'ero bambino,
Passato per il camino e adesso sono nel vento e adesso sono nel vento.
Ad Auschwitz c'era la neve, il fumo saliva lento
Nel freddo giorno d'inverno
e adesso sono nel vento, adesso sono nel vento.
Ad Auschwitz tante persone, ma un solo grande silenzio:
è strano non riesco ancora a sorridere qui nel vento,
a sorridere qui nel vento.
Io chiedo come può un uomo uccidere un suo fratello
Eppure siamo a milioni in polvere qui nel vento, in polvere qui nel vento.
Ma ancora tuona il cannone e ancora non è contento
di sangue la belva umana e ancora ci porta il vento e ancora ci porta il vento.
Io chiedo quando sarà che l'uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare e il vento si poserà e il vento si poserà.
Io chiedo quando sarà che l'uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare e il vento si poserà e il vento si poserà
E il vento si poserà.