sabato 8 agosto 2026

Un cielo e un vento di Pace

dall'Evangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 14,32 

il vento si calmò (altre traduzioni: cessò, si placò di colpo).


Nei giorni della memoria delle ricorrenze dei tragici attacchi nucleari

alle città giapponesi di Hiroshima (6 agosto 1945) e Nagasaki (9 settembre 1945), 

tornano in mente le parole di due canzoni, sorta di preghiere non religiose

ma che vanno al punto, i due brani musicali sono del 1967:


- dalla canzone Proposta (Mettete dei fiori nei vostri cannoni)

cantata dal gruppo musicale I Giganti:

Mettete dei fiori nei vostri cannoni perché non vogliamo mai nel cielo molecole malate, 

ma note musicali che formino gli accordi per una ballata di pace, di pace, di pace


- l'altra canzone parla di un vento che quando riuscirà a troverà pace?

Testo di Francesco Guccini:


Auschwitz 

Son morto con altri cento, son morto ch'ero bambino,

Passato per il camino e adesso sono nel vento e adesso sono nel vento.

Ad Auschwitz c'era la neve, il fumo saliva lento

Nel freddo giorno d'inverno 

e adesso sono nel vento, adesso sono nel vento. 

Ad Auschwitz tante persone, ma un solo grande silenzio:

è strano non riesco ancora a sorridere qui nel vento, 

a sorridere qui nel vento. 

Io chiedo come può un uomo uccidere un suo fratello

Eppure siamo a milioni in polvere qui nel vento, in polvere qui nel vento.

Ma ancora tuona il cannone e ancora non è contento

di sangue la belva umana e ancora ci porta il vento e ancora ci porta il vento. 

Io chiedo quando sarà che l'uomo potrà imparare

a vivere senza ammazzare e il vento si poserà e il vento si poserà.

Io chiedo quando sarà che l'uomo potrà imparare

a vivere senza ammazzare e il vento si poserà e il vento si poserà

E il vento si poserà.